Uno dei miti più duraturi nel mondo della riqualificazione energetica è che la pompa di calore possa funzionare esclusivamente con il riscaldamento a pavimento (sistemi radianti a bassa temperatura) e che sia del tutto incompatibile con i vecchi radiatori in ghisa.
In realtà, grazie alle evoluzioni tecnologiche della termodinamica applicata, oggi è assolutamente possibile scollegare la vecchia caldaia a gas e riscaldare casa con una pompa di calore aria-acqua senza dover demolire i pavimenti di casa.
Le 3 regole d'oro per massimizzare l'efficienza
Per evitare bollette elettriche salate quando si utilizzano i termosifoni con la pompa di calore, il sistema deve essere configurato seguendo precisi accorgimenti:
Ridurre la temperatura di mandata: Spesso i vecchi termosifoni sono sovradimensionati. Questo significa che possono riscaldare perfettamente la casa anche facendo circolare acqua a 50°C-55°C invece che a 70°C, soprattutto se l’edificio ha subito anche piccoli interventi di isolamento (es. infissi nuovi).
Funzionamento a flusso continuo: A differenza della caldaia a gas, che funziona a “sfiammate” (accendendosi e spegnendosi poche ore al giorno al massimo della potenza), la pompa di calore deve lavorare a regime costante, modulando la potenza in base alla temperatura esterna rilevata dalla sonda climatica.
L’installazione di valvole termostatiche: Consentono di regolare la portata d’acqua in ogni stanza in modo indipendente, escludendo i termosifoni nelle stanze già calde o esposte al sole e ottimizzando il lavoro della macchina.
Come funzionano le pompe di calore ad alta temperatura
Per comprendere appieno il salto generazionale tra i vecchi e i nuovi impianti, basta mettere a confronto i loro parametri di esercizio sul campo. Una caldaia a gas tradizionale lavora spingendo l’acqua a temperature molto alte, tra i 70°C e gli 80°C, ma lo fa con un rendimento medio attorno all’85% a causa delle forti dispersioni di calore lungo la canna fumaria, offrendo un caldo rapido ma intermittente. All’estremo opposto troviamo le pompe di calore standard a bassa temperatura, che fanno circolare acqua tra i 35°C e i 45°C garantendo un rendimento eccezionale superiore al 400% e un comfort perfettamente omogeneo, rendendosi ideali per i pavimenti radianti. La vera rivoluzione per i vecchi radiatori in ghisa è però rappresentata dalle pompe di calore ad alta temperatura a propano R290: queste macchine riescono a spingere l’acqua tra i 55°C e i 70°C con un rendimento medio superiore al 300%, garantendo un calore costante e modulato nell’arco di tutte le 24 ore senza dover sostituire i termosifoni di casa.
La svolta tecnologica del Propano (R290)
In conclusione: Dire addio al gas mantenendo i vecchi termosifoni non è più un’utopia o un ripiego inefficiente, ma una realtà tecnologica consolidata. Grazie alle moderne pompe di calore ad alta temperatura e a una corretta regolazione climatica, è possibile fare il grande passo verso l’elettrico riducendo i consumi, migliorando il comfort e, soprattutto, senza l’onere e il caos di una ristrutturazione edilizia invasiva.