Quando si pianifica l’eliminazione delle utenze del gas, il riscaldamento degli ambienti attira quasi tutta l’attenzione nei calcoli termotecnici. Spesso ci si dimentica della produzione di acqua calda sanitaria (ACS) per docce e cucina, che rappresenta una quota compresa tra il 10% e il 15% dei consumi energetici complessivi di una famiglia.
La soluzione più efficiente, flessibile e tecnologicamente avanzata per questo compito è l’installazione di un boiler a pompa di calore dedicato (detto anche scaldacqua a pompa di calore).
Perché separare il riscaldamento dall'acqua calda?
Molti utenti scelgono una pompa di calore unica (cosiddetta “combinata”) per fare sia riscaldamento che acqua calda. Tuttavia, installare un boiler a pompa di calore autonomo offre diversi vantaggi strategici:
Efficienza ottimizzata in estate: In estate, la pompa di calore principale per il riscaldamento può rimanere completamente spenta (o dedicarsi esclusivamente al raffrescamento), mentre il piccolo compressore del boiler scalda l’acqua consumando pochissimi watt.
Nessuna interruzione del comfort: Nei sistemi unici, quando la macchina principale deve produrre acqua calda per una doccia, interrompe temporaneamente il riscaldamento dei termosifoni o del pavimento. Separando i sistemi, il riscaldamento non subisce mai pause tecniche.
Flessibilità e recupero termico: Il boiler a pompa di calore può essere installato in un locale tecnico, in lavanderia o in garage, sfruttando il calore residuo di questi ambienti di servizio per produrre acqua calda a costo quasi zero, deumidificando contemporaneamente la stanza.
Tipologie di installazione a confronto
La scelta della struttura ideale per uno scaldacqua a pompa di calore dipende essenzialmente dallo spazio a disposizione e dalle caratteristiche dei locali di servizio. I modelli monoblocco canalizzati rappresentano una scelta molto diffusa per gli appartamenti: richiedono un ingombro medio a terra o a parete e funzionano prelevando ed espellendo l’aria verso l’esterno tramite due apposite tubazioni a muro. Se si dispone invece di ambienti non riscaldati come cantine, garage o lavanderie, la scelta migliore è il monoblocco non canalizzato, che preleva l’aria calda direttamente dal locale ed espelle aria fresca nella stanza senza bisogno di tubi esterni. Infine, per chi ha seri problemi di spazio all’interno dell’abitazione, la soluzione ideale è la versione split, che mantiene il serbatoio dell’acqua in casa riducendo al minimo l’ingombro interno e sposta il motore frigorifero sulla parete esterna.
Un risparmio concreto rispetto al passato
Lo scaldacqua a pompa di calore consuma fino al 75% di energia elettrica in meno rispetto a uno scaldabagno elettrico tradizionale a resistenza (il vecchio boiler). Se quest’ultimo per scaldare l’acqua usa 1 kW di elettricità per produrre 1 kW di calore, la pompa di calore sfrutta l’aria per trasformare lo stesso kW elettrico in oltre 3 kW di potenza termica.
In conclusione: Separare la produzione di acqua calda sanitaria dal riscaldamento principale attraverso un boiler a pompa di calore dedicato è una scelta di pura intelligenza impiantistica. Questa configurazione non solo ottimizza i consumi elettrici durante tutto l’anno – specialmente in estate – ma solleva la pompa di calore principale da continui cicli di avvio e arresto, allungando la vita di tutto l’ecosistema energetico della casa.